A cura di Maura Benedetti e Elvio Raffaello Martini
In diversi contesti abitativi, condomini, corti, vicinati, vie, ecc. si organizzano momenti di socialità tra vicini come aperitivi, cene, pranzi di condominio. In alcuni momenti dell’anno questi eventi sono collegati alla Festa dei vicini, più spesso sono iniziative che nascono in modo spontaneo, senza alcun riferimento ad altri eventi.
In genere nella motivazione di questi eventi si fa riferimento al piacere di conoscersi e passare del tempo insieme, stare in allegria. Qualche volta questi momenti hanno l’intenzione più o meno esplicita di coltivare la fiducia nelle relazioni e rafforzare i rapporti di buon vicinato.
Come si legge in un volantino che promuove una cena “il condominio può essere molto di più di un luogo in cui abitare: può diventare una piccola comunità fatta di relazioni, collaborazione e amicizia”.
All’origine di tutte queste attività c’è qualcuno che le ha pensate, desiderate e ha preso l’iniziativa di organizzarle.
Incontrando persone interessate a conoscere e ad attivarsi per il BuonAbitare ci siamo resi conto che in tanti contesti abitativi ci sono persone che vogliono innescare un processo di ri-attivazione dei legami di vicinato e che sono in grado di proporre iniziative semplici, fantasiose, diversificate a seconda dei contesti locali, se adeguatamente incoraggiate e supportate.
Accade spesso, però, che alcune persone non si attivano perché sono da sole, a volte perché non sanno cosa proporre, altre volte perché hanno paura di essere invadenti o di incontrare il rifiuto da parte dei vicini.
E’ soprattutto a queste persone che l’associazione intende rivolgere la propria attenzione e fornire supporto.
Queste semplici azioni possono permettere agli abitanti del vicinato di uscire di casa, di incontrarsi, di conoscersi e di fare qualcosa insieme. Non è importante cosa si fa, ma come lo si fa e con quale intenzione.
La cena, l’aperitivo, il pranzo di strada, la merenda, possono essere attività animative o di socializzazione utili a tener vive le relazioni di vicinato, ma possono essere anche l’avvio di un percorso più ambizioso. Possono essere il punto di partenza di un percorso che ha come obiettivo la crescita della solidarietà di vicinato attraverso l’attivazione di circoli BuonAbitare, un modo per rendere il vicinato un luogo dove le persone trovano insieme la chiave per fare della prossimità una risorsa concreta per vivere meglio, insieme.
Per dare questa prospettiva “ambiziosa” alle attività proposte nel vicinato, suggeriamo di chiamarle “del BuonAbitare”. Ad esempio, aperitivo del BuonAbitare, cena del BuonAbitare, tè del BuonAbitare, etc.
Perché questo?
Perché il BuonAbitare è un’idea guida e un obiettivo da realizzare.
Abitare bene non è un fatto puramente domestico e individuale: è una condizione di benessere personale e sociale, un modo per contrastare o alleviare la solitudine e per rispondere al bisogno di sicurezza, rigenerando tessuto sociale e solidarietà. È questa la premessa su cui si fonda l’intero modello dell’Associazione.
Abitare bene è un obiettivo da realizzare attraverso pratiche partecipative e collaborative, fondate sulla cura delle relazioni e del contesto. Definire “l’attività del BuonAbitare” significa dichiarare esplicitamente questa intenzione: promuovere il buon abitare come fattore di benessere e come terreno su cui coltivare e organizzare la solidarietà di vicinato.
La pratica: un percorso, non un evento isolato
Pensare la cena, l’aperitivo, la merenda, la passeggiata come azione di innesco e non come fine a se stessa, significa avere in mente un percorso che si articola nel tempo e che prevede più azioni.
Ogni percorso, in genere, ha bisogno di qualcuno che lo promuova, lo sostenga lo guidi con attenzione e ascolto.
Per questo il modello prevede una figura di riferimento – facilitatore, animatore, promotore o connettore del BuonAbitare – il cui compito è accompagnare il gruppo di vicini, prendendosi la responsabilità e la guida e nell’insieme la visione del processo.
Una figura che non si limita ad essere un buon vicino, disponibile a collaborare o partecipare. Una persona che ha tempo, motivazione e competenze ed è in condizione di organizzare e coordinare occasioni che permettano ad altri di partecipare e di collaborare.
Organizzare un singolo evento, ad esempio un aperitivo, è già complesso. Trasformare quell’evento nell’avvio di un percorso che sviluppi e organizzi la solidarietà di vicinato lo è molto di più: richiede protagonismo, assunzione di rischio e responsabilità, capacità di iniziativa che non ci possiamo attendere da tutti nello stesso modo.
Il supporto dell’Associazione
Chi si assume questo ruolo non viene lasciato solo e può contare sul supporto dell’Associazione BuonAbitare la quale fornisce:
- materiale informativo
- contatti
- consulenza
- formazione
- visibilità, attraverso i propri canali social
Una proposta operativa: organizzare un Aperitivo del BuonAbitare
Una prima attività concreta che l’Associazione suggerisce è l’organizzazione di un Aperitivo del BuonAbitare nel proprio contesto abitativo, condominio, cortile, corte, in ogni caso in una “dimensione micro”, in uno spazio comune, se disponibile. Un’attività che possa essere ripetuta nel tempo, diventare un appuntamento periodico e trasformarsi in abitudine, per essere il primo passo del percorso verso la solidarietà di vicinato.
Meglio se a proporlo sono più persone.
Un semplice invito può essere come questo:
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PIU’ VICINI: incontrarci – conoscerci – collaborare
APERITIVO del BUON ABITARE
D O V E__________
Q U A N D O____________
INFORMAZIONI (nome e telefono di chi propone) _____________
Vieni anche tu e, se ti va, porta qualcosa da condividere
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Chiedi un supporto all’associazione BuonAbitare
Chi è interessato ad organizzare un aperitivo o un altro evento nel proprio vicinato e desidera ricevere un supporto può rivolgersi a:


