Realizzato con il contributo della Chiesa Evangelica Luterana Italia  

Il progetto nasce dalla necessità di affrontare due problemi interconnessi: l’isolamento sociale, in particolare degli anziani, e la frammentazione del tessuto relazionale nelle comunità.

L’isolamento sociale e la solitudine rappresentano un grosso problema di salute pubblica che nei Paesi ad alto reddito e riguardano in particolare le persone anziane come illustrato dall’indagine “Passi d’Argento” (PdA), che ha analizzato dati raccolti nel biennio 2021-2022 per fornire un quadro completo della situazione degli anziani in Italia. Secondo questa indagine il 16% degli ultra 65enni non incontra nessuno e il 76% non partecipa ad attività sociali aggregative di nessun genere.

Negli ultimi anni le ricerche hanno prodotto solide prove del fatto che l’isolamento sociale in età avanzata è associato anche ad  un rischio significativamente maggiore (25%) di mortalità prematura per tutte le cause (es. malattie cardiovascolari, ridotta resistenza immunitaria, problemi di sonno)

Il problema dell’isolamento sociale non riguarda solo singole persone, ma anche le comunità, per come sono organizzate e per le modalità abitative che  isolano le persone e le famiglie. Gli spazi comuni, spesso, anziché essere luoghi di incontro per coltivare le relazioni, divengono motivo di scontro o deserti sociali.

Le relazioni di vicinato rappresentano un microcosmo rappresentativo della realtà più vasta in cui sono collocate, possono diventare un bacino di risorse preziose per il supporto reciproco tra le persone, mettendo a valore la presenza di più generazioni e la possibilità di condividere servizi. Per consentire questa evoluzione delle relazioni di vicinato da dimensioni di estraneità o scontro a collaborazione e gestione efficace dei conflitti, è necessario promuovere esperienze cooperative, coltivare senso di appartenenza e fornire strumenti per la gestione efficace dei conflitti.

Il progetto intende accompagnare la nascita di Circoli BuonAbitare di vicinato, almeno uno per ciascuna città coinvolta (Ancona, Torino, Roma, Bologna, Trento, Pistoia). I circoli sono comunità intenzionali formate da una minoranza attiva di abitanti che scelgono di prendersi cura del loro vicinato, creare relazioni di prossimità e realizzare azioni concrete per uscire dall’isolamento.

Il progetto non si limita a realizzare attività occasionali, ma mira a dare continuità alle relazioni e all’azione collettiva, creando un’infrastruttura di partecipazione civica stabile e capace di generare capitale sociale. L’obiettivo principale è la cura del vicinato e il sostegno alla socialità, con particolare attenzione agli anziani.

AZIONE 1 – AVVICINAMENTO AL VICINATO SOLIDALE
L’attività prenderà avvio con un’azione di sensibilizzazione e avvicinamento rivolta a persone interessate alla tematica del “vicinato solidale”, realizzata in presenza nelle diverse città coinvolte, con il coinvolgimento dei soci di BuonAbitare e di referenti locali.
Le persone che manifesteranno l’interesse ad attivarsi nel proprio contesto di vicinato saranno invitate a proseguire il percorso attraverso la creazione di una stanza virtuale di scambio (ad esempio un gruppo WhatsApp) e la programmazione di un secondo incontro in presenza, finalizzato al confronto tra pari, alla conoscenza reciproca e alla definizione di prime idee di attivazione condivisa.

AZIONE 2 – AZIONI DI ATTIVAZIONE E INCONTRO TRA VICINI
A partire dai gruppi informali emersi nell’Azione 1, le persone interessate saranno accompagnate nella progettazione e realizzazione di semplici azioni di attivazione del vicinato, pensate come occasioni informali di incontro e conoscenza tra abitanti, con particolare attenzione a come coinvolgere quelle persone maggiormente fragili o isolate.
Tali azioni potranno assumere forme diverse in base al contesto e al livello di disponibilità dei partecipanti, ad esempio: cene o merende di quartiere, momenti conviviali negli spazi comuni, feste per bambini, utilizzo o creazione di bacheche condominiali, piccoli eventi aperti agli abitanti del condominio o della strada.
In alcuni contesti, qualora vi siano le condizioni e l’interesse da parte dei partecipanti, una delle azioni possibili potrà essere la sperimentazione di “Piani in Scala”, ovvero l’organizzazione di una mostra fotografica avente come soggetti gli inquilini dei condomini ritratti nei loro spazi abitativi e comuni. Questa proposta non rappresenta un passaggio obbligato del progetto, ma una delle opzioni a disposizione dei gruppi che si sentiranno pronti a intraprendere un’azione di questo tipo. L’obiettivo dell’azione è favorire l’incontro tra vicini, rafforzare le relazioni di prossimità e creare un primo terreno comune di collaborazione.

AZIONE 3 – FORMAZIONE ALLA COSTITUZIONE DEL CIRCOLO BUONABITARE
Alle persone che, a seguito delle azioni di attivazione, vorranno investire su un percorso più strutturato, l’associazione propone tre incontri di formazione online condotti da esperti di processi di sviluppo di comunità.
Gli incontri saranno finalizzati a chiarire e condividere il senso del Circolo BuonAbitare e a sviluppare competenze utili al suo funzionamento: cura del vicinato, gestione delle relazioni e dei conflitti, modalità di decisione collettiva. I circoli che andranno a costituirsi avranno il compito di conoscere il proprio contesto, intercettare bisogni, favorire la collaborazione tra vicini e promuovere iniziative di mutuo supporto.

AZIONE 4 – COOPERAZIONE E SOSTENIBILITÀ
Successivamente, i Circoli BuonAbitare attivati saranno accompagnati in un’attività di co-progettazione tra abitanti, finalizzata all’individuazione di piccole azioni di cura, spese o manutenzioni da realizzare negli spazi condominiali o di prossimità. Tali azioni potranno essere sostenute anche attraverso fondi di progetto, intesi come leva per avviare la collaborazione.
Il gruppo sarà inoltre accompagnato a riflettere sulle modalità di integrazione delle risorse, sull’organizzazione interna e sulla sostenibilità futura del circolo. Fondamentale sarà condividere il principio secondo cui l’obiettivo del circolo è la “cura” del contesto e delle relazioni, e non il controllo, e che patti chiari e un’organizzazione condivisa sono elementi necessari per dare continuità all’esperienza.