A cura di Maura Benedetti e Elvio Raffaello Martini
Al via il progetto che intende promuovere e rigenerare comunità di vicinato, finanziato dall’8 per mille della Chiesa Evangelica Luterana Italiana.
Il piccolo finanziamento ricevuto dalla Chiesa Evangelica Luterana Italiana (CELI) per realizzare questo progetto è stato motivo di grande soddisfazione, ma soprattutto ci ha fatto piacere che la CELI abbia riconosciuto l’importanza e il rilievo del nostro progetto, invitandoci al loro sinodo il primo maggio scorso a Roma.
https://www.nev.it/nev/2026/05/02/sinodo-luterano-2026-storie-di-diaconia-condivisa/
Al Sinodo abbiamo avuto l’opportunità di presentare l’esperienza di BuonAbitare confrontadoci con organizzazioni diaconali e Associazioni di cittadin*.
Il messaggio che ci è stato restituito è chiaro e incoraggiante: la CELI non intende limitarsi all’erogazione di fondi, vuole accompagnare microprogetti capaci di generare legami, risposte concrete, trasformazione sociale.
Abbiamo avuto ulteriore conferma del senso del nostro impegno e della possibilità di trovare alleati nell’azione di promozione, rinnovamento e rigenerazione delle comunità di vicinato.
Abbiamo compreso che la cura delle persone e delle comunità attraverso le relazioni e la responsabilità reciproca è una visione condivisa da molti altri.
Il progetto favorirà la nascita di nuovi Circoli BuonAbitare nelle sedi operative locali dell’associazione, da Roma a Trento, da Bologna a Torino e da Ancona a Lucca.
Il gruppo di lavoro è già costituito e il percorso è avviato.
L’obiettivo è quello di dar vita a comunità solidali partendo dal contesto quotidiano: riscoprire il valore del buon vicinato come antidoto all’isolamento sociale.
I Circoli BuonAbitare vogliono essere piccoli gruppi di cittadini che, nei contesti di vicinato, favoriscono l’incontro tra persone e la collaborazione con le realtà associative del territorio.
Non servizi, non sportelli: luoghi di relazione.
La comunità di vicinato che il Circolo promuove è una comunità intenzionale. Nella ordinarietà del quotidiano i vicini e le vicine di casa possono scoprire le tante buone ragioni per collaborare e per coltivare una comunità che sostiene e promuove benessere .
Un Circolo BuonAbitare non può risolvere le grandi questioni strutturali delle nostre città, ma può contribuire a ridurre la solitudine degli anziani, l’isolamento delle famiglie con bambini piccoli, le difficoltà di chi si prende cura di persone fragili e la distanza tra vicini che abitano gli stessi palazzi senza conoscersi.
Nei prossimi mesi il gruppo di lavoro definirà dei protocolli operativi, provvederà alla formazione dei facilitatori locali ai quali è affidato il compito della promozione delle attività nei contesti locali e l’attivazione dei Circoli .
Ringraziamo la nostra socia Chiara Cifatte per aver ridato slancio ed energia a questo progetto.
